Impiegati più anziani

Il 1. gennaio 2020 è entrato in vigore il nuovo articolo 12a della Convenzione relativa alle Condizioni di lavoro degli impiegati di banca (CCIB) che prescrive una protezione accresciuta dei collaboratori più anziani in caso di prospettato licenziamento, considerata la situazione sempre più difficile sul mercato del lavoro. Questa nuova norma trova applicazione in caso di licenziamenti per motivi legati al comportamento del dipendente, rispettivamente in relazione alla sua performance, e non nel caso di ristrutturazioni per motivi economici.

 

12a CCIB Personale più anziano

In sede di pianificazione del personale la banca tiene conto delle conoscenze e dell’esperienza del personale più anziano, offrendogli l’opportunità, nel quadro di colloqui di sviluppo, di discutere adeguate possibilità d’impiego.

Nel caso in cui siano previsti licenziamenti per il personale più anziano e impiegati di lungo corso, la banca adotta opportune misure in linea con il proprio dovere di assistenza nei loro confronti:

– preavviso tempestivo del previsto licenziamento
– colloquio prima di pronunciare il licenziamento
valutazione di possibilità d’impiego alternative.

Restano riservati i licenziamenti per cause gravi (art. 337 CO), i licenziamenti per motivi economici, le procedure speciali in caso di licenziamenti collettivi (art. 335d CO) e le disposizioni giusta la sezione D della presente convenzione (procedura in caso di chiusura di banche e licenziamento di impiegati).

 

Perché i collaboratori più anziani e con un lungo stato di servizio necessitano di un’accresciuta protezione

I dati più recenti della Segreteria di Stato dell’economia ...

I dati più recenti della Segreteria di Stato dell’economia (SECO), pubblicati a dicembre 2019, indicano chiaramente che le persone in cerca d’impiego di oltre 50 anni che hanno lacune formative rischiano maggiormente di ritrovarsi in disoccupazione per un periodo superiore a un anno, rientrando così nella categoria dei disoccupati di lunga durata. Una persona su cinque con più di 50 anni si trova suo malgrado per più di un anno in disoccupazione.

Uno studio del Canton Zurigo aveva già evidenziato che nel settore finanziario la situazione è particolarmente difficile per i collaboratori con più di 50 anni, che si trovano più di frequente rispetto alla media degli altri settori economici in disoccupazione, rispettivamente sono impiegati con un grado inferiore.

Ogni caso va analizzato in concreto, è pur vero che, in generale, negli ultimi anni, è aumentato il licenziamento e, di frequente, la sostituzione di collaboratori più anziani con colleghi più giovani e – va detto – meno costosi. Gli impiegati più anziani vengono sempre più considerati non sufficientemente performanti e non adeguatamente flessibili. La nuova norma entrata in vigore si prefigge di evitare una discriminazione dei collaboratori più anziani in base proprio alla loro età.

Per altro, secondo costante prassi del Tribunale federale, il datore di lavoro è tenuto ad una protezione accresciuta dei collaboratori più anziani e di lungo corso, che, nel tempo, avevano prestato servizio a soddisfazione del datore di lavoro, onde evitare una violazione della personalità del dipendente (art. 328 CO), incorrendo in un licenziamento abusivo (art. 336 CO).

Target dei dipendenti protetti maggiormente dal licenziamento

L’art. 12a CCIB trova applicazione in caso ...

L’art. 12a CCIB trova applicazione in caso di dipendenti anziani e che vantano un lungo stato di servizio. L’età di riferimento è da 50 – 55 anni, e l’anzianità di servizio da 6 – 20 anni.

Lo spirito della nuova norma è molto chiaro: più la persona è anziana, meno anni di servizio saranno necessari per adempiere cumulativamente ai requisiti dell’art. 12a CCIB. Allo stesso modo, più è lungo lo stato di servizio, meno anni di età del dipendente saranno necessari a fondare comunque una responsabilità accresciuta del datore di lavoro ex art. 12a CCIB.

Per fare solo due esempi, è inequivocabile l’applicazione dell’art. 12a CCIB per un dipendente di 50 anni con 20 anni di servizio, così come lo è per un impiegato che ha 55 anni e lavora da 8 anni per quel datore di lavoro.

Licenziamento individuale e non per motivi economici di ristrutturazione

L’art. 12a CCIB non deroga ai piani sociali ...

L’art. 12a CCIB non deroga ai piani sociali. Se in caso di licenziamento di una persona anziana per motivi economici, dunque attraverso una ristrutturazione, è previsto un piano sociale (che in genere tiene conto dell’età e degli anni di servizio nelle sue misure di accompagnamento), l’art. 12a non trova applicazione.

L’art. 12a CCIB vuole colmare la lacuna in particolare dei licenziamenti per performance. Se il datore di lavoro decide di licenziare un collaboratore anziano e di lungo corso a causa della sua prestazione sul posto di lavoro, oppure per motivi legati al suo comportamento o ancora a seguito di una lunga assenza per malattia o infortunio, è tenuto a rispettare la procedura prescritta dall’art. 12a CCIB.

Restano riservati i licenziamenti per cause gravi (art. 337 CO).

Preavviso tempestivo del previsto licenziamento

Il preavviso e il conseguente colloquio ...

Il preavviso e il conseguente colloquio con il collaboratore interessato ha lo scopo di informare il dipendente della situazione che si sta venendo a creare, al fine di cercare e vagliare insieme al proprio responsabile e/o le risorse umane delle valide alternative al prospettato licenziamento.

Un preavviso di almeno 3 mesi oltre al termine di disdetta previsto (in genere di 3 mesi) è considerato il minimo. In effetti, è meglio procedere con un preavviso e la possibilità di cercare un nuovo impiego, anche all’esterno, piuttosto che procedere direttamente con il licenziamento, anche se garantendo 6 mesi di disdetta. Le possibilità di trovare un nuovo impiego – se tuttora alle dipendenze di un datore di lavoro – sono in effetti maggiori. Inoltre, se già nel periodo di preavviso il dipendente trova un altro posto di lavoro, potrà procedere con le proprie dimissioni o con uno scioglimento consensuale del contratto.

Un concreto supporto alla ricerca di un nuovo impiego, ad esempio mettendo a disposizione dei servizi professionali di outplacement, è auspicato. Per altro, in occasione di ristrutturazioni, è usuale una misura in questo senso, in specie per i collaboratori più anziani e di lungo che corso che, appunto, da diverso tempo, non hanno più cercato un nuovo impiego sul mercato.

ASIB invita tutte le impiegate e gli impiegati del settore finanziario che ritengono di essere vittime di una discriminazione sul posto di lavoro a farsi avanti. ASIB verificherà nel caso concreto e in maniera professionale e discreta se e quali violazioni sono state commesse, se sussistono i presupposti per appellarsi alla Convenzione, piuttosto che al Codice delle obbligazioni e/o ad altre norme vigenti a tutela del personale.

In particolare, ASIB è grata a tutti coloro che faranno delle segnalazioni puntuali al fine di comporre un quadro chiaro ed oggettivo delle modalità con cui i collaboratori più anziani vengono trattati sul posto di lavoro. Solo in questo modo sarà possibile una tutela effettiva degli interessi del personale più anziano, con anche misure ad hoc, come quella del nuovo art. 12a CCIB.

I partner sociali hanno inoltre deciso di istituire un consesso relativo proprio al tema dei collaboratori più anziani e l‘impiegabilità sul mercato del lavoro, affinché venga osservata la situazione del ramo bancario e adottate misure opportune (art. 50 CCIB).