Interazione tra uomo e tecnologia

18. Januar 2017

Cos’è la tecnofinanza? In quali occasioni veniamo in contatto con questa realtà e in che modo influenza la nostra vita quotidiana? Quanto è innovativo l’ambiente della tecnofinanza e come si prospetta il futuro della nostra industria bancaria? Lo studio dell’IFZ FinTech Study 2016 esamina a fondo lo sviluppo del settore della tecnologia finanziaria svizzera e chiarisce cosa s’intende per tecnofinanza. Il Dr. Thomas Ankenbrand, docente presso l’Institut für Finanzdienstleistungen (IFZ) dell’Università di Lucerna, è uno dei quattro autori dello studio. L’abbiamo intervistato su questo argomento.
Dr. Ankenbrand, cos’è la tecnofinanza o, in sigla inglese, fintech?
La tecnofinanza si occupa di finanza e tecnologia. Nell’IFZ FinTech Study 2016 abbiamo definito la tecnofinanza come «soluzioni software per prodotti, servizi e processi innovativi per l’industria finanziaria, che migliorano, integrano o addirittura sostituiscono l’offerta attuale». Le imprese fintech sono aziende in cui core business, competenze e strategia aziendale sono volti allo sviluppo di tali soluzioni innovative.

Cosa si prefigge lo studio?
Scopo dello studio era ottenere una panoramica del settore fintech svizzero. Le banche sono uno dei settori industriali più importanti in Svizzera e danno lavoro a molte persone. Per questo motivo la loro digitalizzazione riveste un ruolo decisivo.
Quali sono state le conclusioni principali?
Dallo studio abbiamo tratto quattro conclusioni: l’ecosistema fintech svizzero è più vasto e in miglior salute di quanto si pensasse. Le sedi principali sono Zurigo, Zugo, Ginevra e il Canton Vaud. Il mercato svizzero è troppo piccolo per la maggior parte dei modelli di business delle aziende fintech. Se un’impresa ha successo, deve rapidamente espandersi a livello internazionale, in quanto i leader mondiali sono solo due o tre per ogni tipo di tecnologia. Non ci sono tanti Facebook, Uber o Airbnb. La regola è: the winner takes it all, ossia chi vince piglia tutto.
Fondamentalmente in Svizzera ci sarebbe abbastanza venture capital disponibile, anche se va considerato in modo diverso a seconda delle fasi di crescita. Ciononostante è piuttosto difficile ottenere finanziamenti per la crescita. Ciò potrebbe dipendere dal fatto che le aziende svizzere spesso privilegiano la redditività e il cash-flow a scapito di una crescita più robusta. Nella Silicon Valley invece spesso conta solo la crescita, il rating elevato e una exit il più possibile rapida, con il massimo ricavo dalla vendita.
In Svizzera abbiamo una normativa che consente le innovazioni, ma che a livello internazionale si trova a competere con località attrattive come Londra o Singapore. La Finma si sta tuttavia impegnando per creare gli spazi e gettare le basi necessarie per accogliere la tecnofinanza.
Dr. Ankenbrand
In che modo veniamo in contatto con la tecnofinanza nella vita quotidiana?
Il cliente della banca riceve delle offerte innovative, come per esempio il Personal Finance Management System che categorizza le transazioni effettuate, visualizza la situazione finanziaria e monitora il budget personale. Un altro esempio è rappresentato dalla gestione automatica del patrimonio affidata a un roboadviser, ovvero un «robot consulente», che digitalizza e automatizza le prestazioni del consulente bancario. Oltre ad offrire una migliore visione d’insieme, questa tecnologia è competitiva sotto il profilo del prezzo. Altri esempi quotidiani di fintech sono il mobile payment (pagamento tramite smartphone) o la valuta virtuale Bitcoin, entrambi già in uso in vari paesi.
Che rapporto hanno le banche con la fintech?
L’atteggiamento giusto delle banche è: «Con la fintech possiamo offrire prodotti nuovi e innovativi senza perdere clienti. Parallelamente la digitalizzazione consente di ridurre i costi.» Ciononostante ci sarà sempre bisogno delle banche perché il core business della banca, oggi come in futuro, è la trasformazione del rischio, ad esempio con la concessione di ipoteche. Le aziende della tecnofinanza invece – come ha dimostrato lo studio – non si assumono rischi. Nella tecnofinanza si guadagna prevalentemente con la commissione, in modo trascurabile con gli interessi e le operazioni commerciali.
Quali sono le conseguenze per gli impiegati di banca?
Come in ogni industria, questa evoluzione avrà delle ripercussioni sul personale. Molte prestazioni vengono digitalizzate e automatizzate. E non si tratta più soltanto dei compiti ripetitivi. Sono sempre di più le mansioni «intelligenti» che si possono automatizzare, come ben mostra il roboadviser precedentemente descritto. Tuttavia i clienti non vogliono affidarsi solo alla consulenza del roboadviser, per cui la tendenza che si sta affermando vede l’interazione tra uomo e tecnologia.
Cosa consiglia ai dipendenti?
La tecnofinanza crea anche posti di lavoro. Tutto dipende da come il dipendente riesce a gestire il cambiamento. La soluzione migliore è essere Proattivi e seguire una formazione in campo tecnologico. La domanda è già elevata.
Quanto sono diffuse le aziende fintech in Svizzera?
A marzo 2016 abbiamo censito in Svizzera 162 imprese fintech, suddivise in sei settori: analytics, deposit & lending, payment, banking infrastructure, investment management e blockchain. Le aziende di tecnofinanza svizzere diventano sempre più numerose e globalizzate. Le nostre università sono fra le migliori al mondo e possiamo contare su una piazza finanziaria importante. Una combinazione che rappresenta una grande opportunità per la nostra economia e per la crescita della tecnofinanza. Nel panorama della concorrenza internazionale la Svizzera si posiziona nettamente meglio di quanto spesso immaginiamo. Abbiamo tante imprese innovative di successo.
Come vede il mercato fintech svizzero in prospettiva futura?
Molto positivamente. L’industria bancaria è sottoposta a un intenso processo di digitalizzazione da cui traggono vantaggio sia le aziende fintech che le banche, le quali, in veste di sviluppatrici fintech, sono esse stesse promotrici dell’innovazione. Sarebbe auspicabile che più laureati svizzeri tentassero la via dell’imprenditoria con la costituzione di start-up.
Quali innovazioni fintech ci sorprenderanno in futuro?
Secondo me la fusione tra mondo reale e virtuale presenta molte potenzialità. L’esempio migliore: il videogioco ottimizzato per smartphone «Pokémon Go». Inoltre i servizi finanziari verranno sempre più integrati nella nostra vita quotidiana. Grazie all’intelligenza artificiale e all’Internet delle cose presto la nostra auto andrà da sola a far benzina, pagando con la propria carta di credito.
Dr. Thomas Ankenbrand
Dr. Thomas Ankenbrand è docente presso l’Institut für Finanzdienstleistungen dell’Università di Lucerna (IFZ). Segue progetti di ricerca e sviluppo di servizi, creando prototipi in collaborazione con le banche. Dopo la laurea in economia presso l’Università di S. Gallo e il dottorato conseguito presso l’Università di Losanna, il Dr. Ankenbrand ha incentrato la sua carriera professionale sullo studio dell’interfaccia tra economia e IT.
IFZ FinTech Study
Insieme al Prof. Dr. Andreas Dietrich, Christoph Duss e Reto Wernliil Dr. Thomas Ankenbrand ha pubblicato l’IFZ FinTech Study 2016. Lo studio di circa 100 pagine (in inglese) costa CHF 290.– e si può ordinare a ifz@hslu.ch