Negoziazioni sul salario nel settore finanziario: ASIB rivendica un aumento salariale pari al 2% da ripartire almeno sul 50% del personale

26. Settembre 2019

In previsione delle imminenti trattative salariali di quest’autunno, l’Associazione svizzera degli impiegati di banca (ASIB) rivendica un aumento salariale del 2% nel settore finanziario. La richiesta di ASIB non si fonda soltanto su quanto emerso da parte del personale nell’ambito dell’inchiesta sui salari condotta nella primavera di quest’anno, bensì su dati congiunturali incontrovertibili.

In primo luogo, in relazione alla situazione economica nel settore finanziario, il gruppo di esperti della Confederazione stima che l’inflazione aumenterà dello 0,5% e la produttività dell’1% nel 2019 e dell’1,7% nel 2020. Inoltre, il Centro svizzero di ricerca economica (KOF) del Politecnico federale di Zurigo ha dimostrato che le imprese guadagnano soprattutto nel settore finanziario. Purtroppo, per contro, gli aumenti salariali degli ultimi anni non hanno rispecchiato (neanche nel 2018) lo sviluppo favorevole dell’attività bancaria, basti pensare all’aumento del 4,6% degli utili consolidati di settore (fonte Swiss Banking).

ASIB rileva che ormai da molti anni le banche perseguono una politica salariale basata su aumenti salariali individuali. Gli aumenti salariali sono quindi distribuiti solo a una minoranza dei dipendenti. Questa modalità aumenta il turnover dei dipendenti, soprattutto tra i più giovani, che in questo modo di istituto in istituto conseguono gli aumenti salariali desiderati. Al contrario, i dipendenti più anziani che lavorano nell’azienda da molti anni spesso sperimentano una stagnazione salariale comprensibilmente demotivante.

Infine, ma non meno importante, è appena stato annunciato l’aumento medio dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, che in Ticino, per l’anno 2020, sarà del 2.5%. Un aumento moderato rispetto ad anni precedenti, ma che sommato incide in maniera importante sulle uscite di tutte le dipendenti e i dipendenti di banca anche nel settore finanziario, mentre le entrate, come detto, rimangono ferme al palo.

Per tutti questi motivi, ASIB rivendica che in tutta la Svizzera, compresa la piazza finanziaria ticinese, almeno il 50% dei dipendenti benefici di un aumento salariale, tenendo in considerazione in particolare coloro che non hanno beneficiato di aumenti salariali negli ultimi anni. ASIB si attende inoltre che tutti i datori di lavoro si facciano promotori della parità e che gli stipendi delle collaboratrici donne siano adattati ovunque non fosse stato ancora il caso.

Da ultimo, non meno importante, centrale è anche l’operazione trasparenza che i datori di lavoro vorranno e sapranno mettere in atto. ASIB e le commissioni del personale si aspettano di ricevere informazioni adeguate sulla distribuzione degli aumenti salariali.