Congresso donne USS: la parità salariale è il presupposto essenziale

10. Dezember 2013

La parità salariale tra donne e uomini è il principio imprescindibile per ogni forma di progresso tesa all’equiparazione nel mondo del lavoro. In fondo dovrebbe essere un’ovvietà – ma la realtà, nonostante il relativo articolo nella Costituzione federale e la legge sulla parità dei sessi, è spesso ben diversa, in particolare anche nel settore bancario. La relativa argomentazione della consigliera federale Sommaruga è stata pertanto interessantissima anche per le due rappresentanti dell’ASIB che hanno partecipato per la prima volta al congresso.
L’ASIB partecipa attivamente al dialogo facoltativo tra Confederazione, associazione padronale e dipendenti in merito all’equiparazione degli stipendi . Nella sua esposizione dei fatti, la ministra della giustizia responsabile ha detto chiaramente che il dialogo, in corso dal marzo 2009, può essere considerato fallito poiché con solo 40 iscrizioni non è stata raggiunta la quota target di 100 partecipanti. Una proroga di due anni del dialogo non rappresenterebbe pertanto una soluzione. Ora è giunto il momento di un’intervenzione politica che sostenga la realizzazione della parità salariale spettante alle donne da decenni.
Già nel 2014 dovrebbero essere presentate al Consiglio federale delle proposte per la lotta alla discriminazione salariale con l’ausilio di mezzi statali. Al congresso sono stati postulati anche miglioramenti sul fronte della compatibilità tra lavoro e figli. Per tutti – uomini e donne – il tempo lavorativo deve essere significativamente ridotto, il lavoro intermittente (lavoro a chiamata) dovrebbe essere proibito e si dovrebbero concedere vacanze retribuite più lunghe a persone con obbligo di accudimento. I delegati hanno inoltre richiesto di rinunciare a piani di risparmio a discapito delle donne, che tanto in Svizzera quanto nel resto dell’Europa sono le più colpite da tali misure.
Molte donne lavorano a tempo parziale. Questi posti sono i primi a essere eliminati in caso di ristrutturazioni. Inoltre, le misure di risparmio statali si ripercuotono doppiamente sulle donne: da un lato si sopprimono posti di lavoro nel settore pubblico, settore in cui la percentuale di donne è particolarmente alta, e dall’altro si riducono le offerte di accudimento e di prestazioni di cui le donne hanno fondamentalmente bisogno.  
Infine va menzionata anche la sicurezza sociale a età avanzata. In seguito al lavoro a tempo parziale e ai salari più bassi, le donne spesso ricevono delle rendite di vecchiaia molto basse dal secondo pilastro. Per loro l’AVS è a tutt’oggi il pilastro più importante della previdenza per la vecchiaia e deve essere pertanto – come previsto dall’iniziativa AVSplus – incrementata. ¨Fintanto che la parità tra donna e uomo negli ambiti menzionati non diventerà realtà, l’aumento dell’età pensionabile per la donna è inaccettabile.
C’è ancora molto da fare fino al prossimo Congresso delle donne USS, che si terrà tra quattro anni – ma donne, uomini e tutte le generazioni della nostra società possono trarre vantaggio da ogni singolo passo – anche dal più piccolo – compiuto sulla via dell’equiparazione.
Impressioni dall’evento>
Sabina Gasser
Responsabile regionale Zurigo
sabina.gasser@asib.ch>