Consegna di dati – Un bilancio intermedio

17. Juni 2014

Più di 100 banche e istituti finanziari hanno acconsentito a partecipare al programma 2 del Dipartimento della giustizia degli stati Uniti per porre fine alla controversia fiscale. Entro la fine di giugno, le banche in questione devono fornire gli elenchi dei collaboratori incaricati della gestione, del monitoraggio o del controllo di conti di persone residenti in America. Grazie all’intervento dell’ASIB, le condizioni per la trasmissione dei dati e i diritti dei collaboratori sono stati definiti nell’accordo negoziato con i rappresentati delle banche sotto l’egida del Segretariato di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SIF). L’accordo ha contribuito anche all’apertura di un fondo di solidarietà per i casi di gravi disagi riconducibili alla consegna dei dati.
Diritti e rischi per le persone riportate in tali elenchi:
Diritto …
… all‘informazione
I collaboratori hanno il diritto di essere informati sui conti e sui documenti che hanno indotto la decisione della consegna dei dati. Il Tribunale d’appello cantonale di Zurigo precisa inoltre che i collaboratori hanno il diritto di ricevere una copia dei documenti (versione digitale o su carta).
In tale modo il collaboratore sa in base a quali conti dovrebbe essere trasmesso il suo nominativo. Ciò è particolarmente importante nei casi in cui il collaboratore della banca non era consapevole del fatto di avere a che fare con un cliente che deve rispondere dei propri atti nei confronti delle autorità fiscali statunitensi (Internal Revenue Service IRS) (persone con cittadinanza doppia, cittadini svizzeri residenti in America ecc.). Il collaboratore potrà così verificare se ha effettivamente gestito tali conti e valutare i rischi correlati.
… all’opposizione all’inoltro dei dati
Il collaboratore ha 20 giorni di tempo per opporsi all’inoltro dei dati. In primo luogo deve comunicare alla banca per iscritto che, in base ai dati precedentemente ricevuti, presenta ricorso contro la fornitura dei dati. La banca deve prendere posizione in merito e comunicare al collaboratore la sua decisione. Se la banca rimane ferma sulla propria decisione, il collaboratore può rivolgersi in prima istanza a un tribunale civile o a un tribunale del lavoro chiedendo il divieto della trasmissione dei suoi dati. Il tribunale disporrà una misura superprovvisoria per vietare la fornitura di dati fino alla decisione definitiva. Varie sentenze di tribunali cantonali hanno già confermato il divieto concernente la consegna di dati sui collaboratori. Per quanto ci è noto, il Tribunale federale non ha ancora preso posizione in merito.
… al sostegno da parte della banca
La banca deve assumersi le spese giudiziarie e di avvocato di tutti i collaboratori coinvolti in difficoltà giuridiche derivanti dalla fornitura di dati. Il datore di lavoro deve rispettare gli obblighi relativi alla tutela della personalità di cui all’art. 328 CO anche dopo la fine del rapporto di lavoro.
Rischi correlati alla consegna dei dati
Fintanto che un collaboratore non ha spinto i cittadini americani a condurre conti per meno di 1 milione di franchi e si è limitato ad eseguire transazioni non concomitanti una frode o un’evasione fiscale, i rischi di un’accusa da parte degli ISA sono minimi. Non appena l’accordo tra la banca e gli Stati Uniti è concluso, il rischio di essere convocati come testimoni si riduce drasticamente. Rischi marginali possono essere rappresentati dai clienti bancari che non hanno ancora regolato la loro situazione fiscale.
Osservazioni generali sull’intero procedere
ovviamente i collaboratori coinvolti, per la maggior parte gestori patrimoniali o specialisti compliance, che si sono attenuti fedelmente alle direttive della banca, si sentano vittime di una grande ingiustizia, visto che devono addossarsi le conseguenze delle decisioni strategiche della loro banca. Questa spiacevole situazione, purtroppo, non può praticamente essere elusa. Le autorità hanno fatto della frode e dell’evasione fiscale una polemica politica e sono riusciti a imporre le loro richieste. La soluzione della controversia fiscale è assurta a una questione di sopravvivenza per le banche e per la piazza finanziaria svizzera. l’ASIB ha riconosciuto fin dall’inizio l’enorme sfida per le banche e per i collaboratori. L’Associazione si è adoperata affinché le banche garantiscano un processo trasparente che tuteli gli interessi dei dipendenti. È riuscita inoltre a far istituire alle banche un fondo che copra almeno in parte idanni scaturiti dalla fornitura dei dati.
Nonostante queste misure, per le persone coinvolte il problema rimane attuale. L’ASIB si aspetta dai responsabili delle banche che si assumano i propri doveri e dimostrino la volontà di cooperare mettendo a disposizione dei loro collaboratori le informazioni richieste  e appoggiandoli in caso di difficoltà. Un cenno di ringraziamento a tutti coloro che hanno collaborato in questo processo sarebbe benvenuto. L’ASIB rimane a disposizione di tutti i collaboratori che dovessero avere dei problemi nel seguire il percorso previsto dalle autorità svizzere, rispettivamente definito nell’accordo stipulato tra le stesse e i responsabili delle banche.