Fallimento della banca privata Espirito Santo

17. Dezember 2014

Fallimento della banca privata Espirito Santo
Fallimento bancario: un rischio da prendere sul serio
Il 19 settembre 2014, alle ore 08:00, l’autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari FINMA ha avviato la procedura fallimentare a carico della banca privata Espirito Santo. In caso di fallimento, i dipendenti sono confrontati con difficolta ancora più di quelle causate da un licenziamento di massa. In tale contesto è indispensabile il supporto di un’associazione del personale come l’ASIB.
Personale licenziato in seguito a fallimento
Il mattino del 19 settembre 2014, il personale della banca privata Espirito Santo è stato invitato a radunarsi direttamente nella caffetteria. L’accesso alla banca era bloccato da agenti di sicurezza. Alle ore 09:00 la direzione annunciò il fallimento della banca. Poco dopo gli impiegati furono informati individualmente sulle prospettive che li attendevano: licenziamento o il rilevamento da parte dei liquidatori.
Per gli impiegati licenziati ciò significa il passaggio diretto alla cassa disoccupazione con la conseguente perdita di guadagno: ricevono soltanto ancora il 70 o l’80% dell’ultimo salario  con un tetto massimo di CHF 126’000.-. Rimangono in vigore i termini di disdetta previsti per legge. I salari dovuti saranno versati dalla massa fallimentare, però soltanto dopo la presentazione di un piano di collocamento, ovvero dopo parecchi mesi. Per legge non è possibile il versamento di acconti, nemmeno nel caso in cui la banca disponga di attivi sufficienti per soddisfare i creditori collocati nella prima classe della massa fallimentare.
I dipendenti devono presentare le loro richieste salariali complessive (stipendi in conformità del periodo legale di disdetta, vacanze, ore straordinarie, spese) entro un termine relativamente breve (nel caso in questione il 7 novembre). Dopo tale data, scade il diritto di richiesta. Le richieste devono essere quindi stilate accuratamente e tempestivamente. L’ASIB ha offerto aiuto in merito, invitando gli impiegati a un convegno informativo con la partecipazione del signor Bruchez, esperto in materia di diritto lavorativo.
Personale non licenziato
I liquidatori hanno acquisito circa la metà degli impiegati alle stesse condizioni di lavoro. Ciononostante, trattandosi di una società in via di liquidazione, gli stipendi non erano garantiti. L’ASIB ha sollecitato e conseguito delle garanzie affinché gli stipendi vengano assicurati anche ai dipendenti rilevati dai liquidatori.
Piano sociale
Se già prima del fallimento fosse esistito un piano sociale, le richieste concomitanti sarebbero state implementate illimitatamente nella massa fallimentare. Purtroppo, l’ASIB ha ricevuto l’incarico dal personale della Espirito Santo soltanto dopo l’annuncio della liquidazione, ossia poche settimane prima dell’avvio della procedura fallimentare. A tale punto della situazione non era più possibile negoziare un piano sociale, poiché i creditori avrebbero potuto contestarlo.
L’ASIB ha richiesto l’applicazione di misure di solidarietà per i casi esclusi dal sussidio di disoccupazione a causa di malattia o di periodo insufficiente di contributi. Infatti, in caso di malattia l’assicurazione per perdite di guadagno non versava più l’indennità giornaliera perché il relativo contratto era stato disdetto in seguito al fallimento della banca. Alcuni dipendenti erano rimasti completamente senza introiti pur avendo stipulato a suo tempo un contratto individuale d’indennità giornaliera per perdita di guadagno, perché l’assicurazione prevedeva un periodo di aspettativa di 60 giorni.
Certificati di lavoro
Anche l’ottenimento dei certificati di lavoro è stato difficoltoso. Dopo una dichiarazione di fallimento, i dirigenti responsabili non possono più rilasciare i certificati, perché non esercitano più le loro funzioni. E i liquidatori non sonoin grado di valutare le prestazioni dei collaboratori. In tali circostanze si possono ricevere soltanto degli attestati che confermano la funzione e la durata del rapporto di lavoro. Una situazione molto insoddisfacente per gli impiegati alla ricerca di un nuovo posto di lavoro. Qui l’alternativa è rappresentata da lettere di raccomandazione dell’ex direzione. Anche se non sostituiscono il certificato di lavoro, testimoniano la performance.
La situazione tesa nelle banche richiede attenzione e oculatezza
L’esperienza negativa con la banca Espirito Santo evidenzia la necessità per gli impiegati di assicurarsi la tutela dei loro diritti prima che sia troppo tardi. Quando si accumulano all’orizzonte indizi di difficoltà per una banca, è opportuno:
– informarsi sulle condizioni dell’assicurazione collettiva dell’azienda e sulla situazione della cassa pensione
– richiedere un certificato di lavoro intermedio
– tematizzare la questione del piano sociale e contattare l’ASIB.
Clément Dubois