In un mondo del lavoro che punta su responsabilità personale, creatività e costanti dimostrazioni di produttività, la pressione sui lavoratori cresce in modo evidente.
Soprattutto nelle aziende con un’elevata responsabilità di risultato a tutti i livelli gerarchici, questa situazione può spingere i lavoratori a scegliere strategie rischiose per la salute, pur di dare l’idea di avere successo. La ricerca definisce questo fenomeno «autoesposizione al pericolo interessata», un comportamento che, se da un lato aumenta la produttività nel breve periodo, dall’altro può compromettere la salute nel lungo termine.
Tali comportamenti possono essere suddivisi in due dinamiche:
Strategie estensive: includono azioni come lavorare nel tempo libero, rinunciare alle pause o continuare a lavorare nonostante la malattia. Queste strategie aumentano temporaneamente il tempo di produttività dei lavoratori, ma espongono al contempo a maggiori rischi per la salute.
Strategie di evitamento: includono comportamenti come simulare il raggiungimento degli obiettivi, abbassare gli standard professionali in presenza di tempi stretti o sottrarsi al confronto con i colleghi. Queste strategie servono a limitare i danni quando gli obiettivi appaiono irraggiungibili, ma generano un elevato stress psicologico.
A queste due dinamiche si contrappone l’idea della cura di sé in ambito lavorativo, che si traduce in una serie di pratiche e abitudini che promuovono la salute nel contesto della gestione dei requisiti professionali. Anch’esse possono essere suddivise in due aree comportamentali:
- Strategie che favoriscono il recupero: tra queste si annoverano la limitazione consapevole dell’orario di lavoro, la tutela del tempo libero da interferenze professionali e la pianificazione delle pause.
- Strategie di progettazione del lavoro: prevedono una pianificazione a lungo termine, l’affrontare attivamente le difficoltà e il concentrarsi in modo mirato sui compiti da svolgere di volta in volta.
L’autore chiede che le condizioni quadro operative siano strutturate in modo da rendere possibile la cura di sé e prevenire l’autoesposizione al pericolo interessata. A tal fine, sono importanti sistemi di allerta precoce che forniscano indicazioni su routine lavorative poco sane, sia a livello individuale che organizzativo.
Due esempi pratici:
La valutazione preventiva della salute (www.sizcare.ch/pga) consente di autovalutare in forma anonima il proprio modo di lavorare e fornisce un feedback diretto.
La piattaforma www.healthy@work.ch si rivolge a organizzazioni del settore finanziario che rinunciano alla registrazione delle ore di lavoro. Aiuta a riconoscere precocemente i rischi e a creare condizioni di lavoro che promuovono la salute. È inoltre possibile partecipare a un sondaggio e ricevere un feedback personalizzato.
In sintesi: chi vuole preservare la propria efficienza nel lungo termine deve prendere sul serio la cura di sé. Allo stesso tempo, le organizzazioni sono chiamate a creare strutture adeguate e una cultura della cura di sé.
Questo articolo si riferisce all’articolo in WIRTSCHAFTSPSYCHOLOGIE aktuell 3 | 2024 del Prof. Dr Andreas Krause (in tedesco)

