Obbligo di prevedere un piano sociale: prime esperienze

31. März 2015

In Svizzera, dal 1° gennaio 2014, le aziende con più di 250 dipendenti che intendano licenziare 30 o più persone sono soggette all’obbligo di prevedere un piano sociale. Se non si riesce a trovare un accordo sul piano sociale, esiste la possibilità di richiedere l’intervento di un tribunale arbitrale a cui spetta la definizione di un piano sociale vincolante.
Chi gestisce la trattativa del piano sociale con il datore di lavoro? Gli interlocutori sono innanzitutto le commissioni interne del personale che hanno la facoltà di coinvolgere nella trattativa un’associazione del personale come l’ASIB. In mancanza di una commissione del personale, il Contratto collettivo di lavoro CCL può prevedere l’intervento delle associazioni del personale firmatarie. Questa normativa è prevista anche dalla Convenzione concernente le condizioni di lavoro degli impiegati di banca (CIB). Quelle imprese che non hanno né una commissione del personale, né un CCL si trovano in difficoltà, in quanto devono trovare un interlocutore credibile, riconosciuto dal personale e in grado di condurre la trattativa sul piano sociale secondo le intenzioni dei dipendenti.
Esperienze dell’ASIB
A tutt’oggi non risultano casi in cui sia stato chiamato in causa un tribunale arbitrale per giudicare in merito ad un piano sociale. Per questo motivo c’è grande incertezza su come potrebbe configurarsi un procedimento del genere, sia in termini di durata che di contenuti del piano sociale. Di conseguenza l’ASIB, con la sua vastissima esperienza nella strutturazione di piani sociali, è diventata un prezioso interlocutore anche per quei datori di lavoro del settore bancario che fino ad ora non avevano attribuito grande importanza ad un partenariato sociale attivo.
Affinché un piano sociale tenga conto delle particolarità dell’impresa in questione, è importante che nelle trattative l’ASIB sia affiancata da una delegazione selezionata di collaboratori dell’azienda. Inoltre il rapporto di fiducia tra l’ASIB e i dipendenti dovrebbe essere rafforzato dall’adesione di questi ultimi all’Associazione, perché è grazie ai propri soci che l’ASIB può ricevere importanti informazioni sugli eventi in discussione e sull’atmosfera in seno all’azienda. Solo questa conoscenza consente di procedere nella trattativa in modo rapido e tatticamente abile, rafforzando al contempo il potere contrattuale. Questi elementi rivestono un’importanza decisiva quando si tratta di ottenere dei miglioramenti delle condizioni di licenziamento e di elaborare un piano sociale soddisfacente.
Denise Chervet