Trasmissione di dati in ambito fiscale all’Italia

25. febbraio 2019

Dopo gli USA ecco l’Italia: l’Associazione svizzera degli impiegati di banca (ASIB) interviene nuovamente a tutela degli impiegati di banca in merito alla trasmissione di dati a Stati esteri in ambito fiscale.

ASIB si pone criticamente verso la trasmissione di dati verso l’estero, da ultimo in Italia, con i conseguenti rischi a carico del personale coinvolto. Secondo il diritto civile svizzero e le disposizioni sulla protezione dei dati è evidente che – in qualsiasi procedura – gli impiegati interessati devono essere coinvolti in relazione ad un eventuale trasmissione di dati.

I Tribunali elvetici hanno già avuto modo di confermare a più riprese che la trasmissione diretta di dati che concernono i collaboratori a autorità estere, in questo caso italiane, senza l’espresso accordo dei collaboratori stessi non solo costituisce una violazione della personalità secondo il diritto civile ma anche una chiara violazione degli obblighi relativi alla protezione dei dati. Lo Stato italiano non può rivolgersi direttamente agli istituti elvetici per ottenere dati sensibili senza rispettare le procedure legali, che sia attraverso l’assistenza giudiziaria internazionale o mediante l’assistenza amministrativa.

ASIB si fa dunque nuovamente portavoce del personale e interviene sia nei confronti delle autorità competenti, sia degli istituti bancari al fine di tutelare i diritti degli impiegati del settore.

Centrale per ASIB è che i collaboratori interessati in qualche modo da queste richieste che giungono dall’estero siano prontamente informati dalle banche prima che queste ultime trasmettano alcunché all’estero. Solo in questo modo possono essere garantiti i diritti dei collaboratori e la possibilità di esercitare il ruolo di parte con tutto ciò che comportano, in primis opporsi fermamente a che il proprio nome venga consegnato a chicchessia.

ASIB si attende dalle banche che ricevono simili richieste dalle autorità fiscali italiane che queste informino immediatamente i propri (ex) collaboratori. ASIB riscontra una volta di più che gli impiegati del settore risultano essere vittime di prassi delle banche legate al passato ma con possibili effetti nel presente e nel futuro, senza il necessario sostegno da parte di chi deve considerarsi responsabile sia da un punto di vista economico sia politico per quanto tollerato sino ad ora.